venerdì, 20 ottobre 2006


Il modo tuo d'amare
è lasciare che io t'ami.
Il sì con cui ti abbandoni
è il silenzio.
I tuoi baci
sanno offrirmi le labbra
perché io le baci.
Mai parole, abbracci
mi diranno che sei esistita
che mi hai amato: mai.
Me lo dicono fogli bianchi,
mappe, telefoni, presagi;
tu, no.
E sto abbracciato a te
senza chiederti nulla,
per timore che non sia vero
che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te
senza guardare e senza toccarti.
Perché non debba mai scoprire
con domande o carezze
l'immensa solitudine
d'essere solo ad amarti.
-Pedro Salinas-



commossa ai limiti dell'impossibile, tremore dell'anima che come una mantide s'è nutrita di un cuore che non c'è... una lettera dal nulla che non passa indifferente. Prepotenza di una libertà che danza sensuale sui profili di un destino inafferrabile. Nulla da capire, tutto tra le righe.
Tutto tra le righe.
Nessun'altra parola.
Grazie.




Tra i passi di danza di keishia
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giovedì, 19 ottobre 2006




batte la pioggia
come mani
sul tamburo del mondo




Tra i passi di danza di keishia
Alle ore 19:46 - Permalink





martedì, 17 ottobre 2006


Cielo che taglia il respiro, luce e bagliore diffuso fra i capelli smossi da un'aria profumata... tonalità autunnali, sere arancioni che danno risalto ai colori della campagna e il foraggio brilla in contrasto, con gli occhi che si attivano in modalità gaussian blur... le prime giacche, il fresco pizzica un pò di più, i finestrini si chiudono, il naso arrossisce la domenica mattina nella lotta in controvento in bicicletta. Non ho ancora digerito l'estate che di là cucinano l'inverno.
Giorni da attraversare, buttarsi nel traffico di parole, viaggi mentali infiniti dove prendere la rincorsa per fermarti, televisione lontana logorroica di reality e cronaca nera, cuore pulito deframmentato e baffi di cioccolato.
Ricordi come more selvatiche spillano nel fianco.
Pausa infrautunnale -and the same still remain- in attesa... in attesa di quel che sarà, nel contempo tra un mese già si avvierà la magica invasione di lucine e decori, l'ondata di businnes che fa sorridere e sperare i bimbi, sempre più dedicati alle letterine, alla favola di gesù, renne, slitte, lavoretti, smaniosi di quella notte speciale in cui quel simpatico omone obeso, che passa in trenta centimetri di diametro di camino (ma neanche miss italia), consegna i pacchetti a finire ordinati in stile mamma sotto l'albero.
Scoprii l'inesistenza della befana quando notai le stesse caramelle di sempre.
Ricordo ancora quella mattina... avrei solo preferito più delicatezza nello schiocco a sveglia da un bel sogno. Non so, è stato tipo Jucas Casella quando disincanta i suoi ipnotizzati. A sberle.
Così arriverà puntuale come sempre quella sfarzosità travolgente incurante di tutto. Peccato che alcuni la chiamino stress.
E' così bello donare qualcosa.
E' così bello il periodo natalizio, da prendere senza sonoro, da svincolare dal meccanismo commerciale... il segreto forse sarebbe quello di rinfrescarci con quell'essenza ancestrale che pian piano e silenziosamente se n'è uscita da noi, durante conflitto con l'asprezza della realtà. 
Come quando capeggiavamo tutto ciò che ci circondava in braccio a papà. Come quando giocavamo con le macchinine e parlavamo a voce alta con l'amico immaginario. Come quando vendevamo i topolini sul banchetto fuori casa. Come quando ci attiravano le pozzanghere e i lombrichi li prendevamo con le mani. Come quando ci sporcavamo tutta la faccia con il gelato. Come quando salutavamo gli aerei e i treni. Come quando piangevamo nascosti e aspettavamo che arrivasse mamma a consolarci. Come quando la neve era bella e fuori si resistevano le ore inzuppati di freddo. Come quando la sera non si voleva andare a letto. Come quando i nonni ci raccontavano le fiabe. Come quando ci si picchiava per un gioco. Come quando si andava al lago e si mangiavano le brioches sulle sdraio ripiegabili. Come quando ci facevano le foto ed era una noia. Come quando ci si appendeva ai pantaloni di papà per imparare a pattinare. Come quando ci si spellava un ginocchio. Come quando si era a letto con la febbre e contenti di non andare a scuola. Come quando quella febbre non volevamo che passasse...
...come quando arrivava il natale...
...riassaporarci un pò...
non fa male, massì che no.


                 
Già... è ancora presto pensarci
ma l'attesa... mi rapisce




Tra i passi di danza di keishia
Alle ore 11:54 - Permalink





venerdì, 13 ottobre 2006


urlo della trempesta, trasgressione delle onde, mare in controdifesa
farfalle atterrite in fuga ad assegnare riparo alle ali che dovranno solcare cieli sereni,
perchè sì, tutto ha un termine
blu che s'infittisce, sole che si tradisce, nere nubi pedine in difesa
si apre un varco
la regina bianca comincia il suo canto al re perduto
alza le braccia
s'attiva la burrasca, inizia la battaglia
suona il vento, un ululato, un tormento
è un concerto in controluce
le sagome
il temporale, chiarori divampanti, babelici
gotici flash scattano macro, pupilla allargata, la farfalla trema e non si muove
dark, fantasy, il vestito si gonfia, dissidi, corse, attriti, l'erba bagnata
una nave tenta di resistere all'ampio contorcersi dei cavalloni, pare abbrancarsi
mani al cielo, piovono vertigini, s'imperversa l'alta marea, si rompono gli argini
un grido
un respiro
...
ed ecco che... s'improvvisa una pausa, fra le note nervose e vivaci del rigo
l'irrompere estraneo di un fitto silenzio
...silenzio...
indifferente l'abisso riprende a fiatare calmo
un raggio cauto sbircia il territorio, tasta il terreno
da una favola il vento ha spolverato via l'amore
si apre nuovamente la strada al re sole
ora che la luna è andata via,
sboccia un fiore imbibito di candore, bianco, brilla tenero di pioggia riassorbita
indistinguibile, impavida e incurante rifluisce la vita
battiti di farfalle scorrono nell'aria, armoniosi e zampillanti.
come il mare tutto tace e si rigenera, silente e sordido agli avvenimenti passati

Sono i tumultuosi eventi che animano la beatitudine
di nuove fragranze .


-shhhh-




-quest'immagine è una fra i miei lavoretti su deviantart- 




Tra i passi di danza di keishia
Alle ore 14:44 - Permalink





martedì, 10 ottobre 2006


Oggi mi sono svegliata male, è non è una novità in questi giorni.
Leggo    

"Giro di vite sul canone RAI
Il governo ha annunciato un giro di vite sulle migliaia di cittadini iscritti al “club” NO-canone Rai, vale a dire i telespettatori italiani che non pagano il canone Rai (99,60 euro).
Il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, ex presidente della Commissione di vigilanza RAI, ha deciso di utilizzare le Fiamme Gialle per intraprendere una vera e propria crociata contro gli evasori: via Mazzini ha già segnalato lista di 10 mila nominativi. La Guardia di Finanza inizierà ad intensificare i cosiddetti controlli incrociati, dunque, i primi soggetti ad essere interessati sono coloro quali negli ultimi anni hanno attivato: un abbonamento in videoteca, si sono abbonati ad una tv a pagamento e chi ha chiesto al fotografo di riprendere le immagini del suo matrimonio. Da una prima analisi, però, sembra che il recupero del canone dei 10 mila evasori, comprensivi di sanzioni (vanno da 103,29 a 516,45 euro), non basterebbe a coprire gli stessi costi dell’operazione....
blablabla
"




Tra i passi di danza di keishia
Alle ore 16:21 - Permalink





venerdì, 06 ottobre 2006


notte... almeno stanotte...

se il cielo ci fodera e l'unica luce che approda sono faretti di stelle che s'insinuano curiosi tra le reti della grande coperta blu... se le nuvole si contraggono e volteggiano a comporre quel che noi ravvisiamo con ciò che resta di un'intorpidita creatività... se l'aria è fresca e c'è chi osserva casualmente il mio stesso punto affiancato da un'attraente seppur ingombrante solitudine...
se è bella, così bella da emanare un profumo che ci delizia e ci riteniamo un pò eroi con le cuffie che musicano scene astratte... se c'è chi si avvolge intensamente in un'altro caldo corpo con quell'espressione arguta e allettante, mentre un pianoforte suona note d'amore, ma anche no...
se il mare lontano sbatte le onde contro gli scogli a lavare via gli sbalzi della mente perchè ha perso, anche nell'assenza di regole... se c'è qualcosa d'inquietante che si rimescola nell'oscurità e nel propendersi nulla si percepisce... se nell'estro che hai di chiamare non c'è quel preciso stimolo per poterlo fare e desisti dall'idea...
solo un messaggio:

notte

almeno stanotte





...in un'unica città, grande quanto grande è ...
questo sguardo di speranza che ho di rivedere te...




Tra i passi di danza di keishia
Alle ore 22:54 - Permalink







Questo è Massimo Gramellini
un grande:

"Quando avevo l'età dei ragazzini che guardano «La pupa e il secchione», la tv era un mondo adulto, dove si sbagliava da professionisti e alle domande rispondevano i secchioni, mica le pupe. Erano domande impervie: in quale giorno mese anno Dante iniziò a scrivere il terzo canto dell'Inferno? Il secchione cominciava a fare di sì con la testa, appoggiava le mani sulle cuffie a forma d'agnolotto e diceva al Mike Buongiorno di turno: me le ripete una alla volta? Quindi distillava le risposte esatte, facendoti sentire un verme. Si trattava di nozioni aride, contro cui si erano battuti i fratelli maggiori nel Sessantotto. Ma intanto il secchione le conosceva, tutte, mentre tu a stento eri in grado di distinguere una poesia di Dante da una di Petrarca: dando insicurezza al tuo sapere, il quiz ti spronava ad accrescerlo.

La tv del duemila è un mondo infantile, programmato per massaggiare l'autostima di bambini dai cinque ai novant'anni. I conduttori scandiscono le sillabe come se parlassero a una platea di poppanti e poiché la nuova regola è che ogni concorrente faccia solo quello che non sa, i secchioni sollevano pesi e le pupe rispondono ai quiz. Pensano che Dante sia un capo indiano, al massimo un olio d'oliva, e il ragazzino davanti al televisore freme di pietà e orgoglio: Dante è un poeta o qualcosa di simile. Comunque non un capo indiano, questo si sente rigorosamente di escluderlo. Osservando i finto-veri balbettii delle miss Ignoranza, il fanciullo viene colto da vertigini di beatitudine: ne so più io della tv, quindi che bisogno ho di saperne di più? Così comincia a saperne sempre di meno, fino a quando è pronto per il grande passo: attraversare il video e diventare un pupo anche lui."

(www.lastampa.it/cmstp/rubriche/rubricahome.asp)

Probabilmente è un reality che fa la differenza.
Probabilmente c'è del sublime nell'ignoranza di una pupa tanto da poter creare uno share in grado di reggere la messa in onda di un programma, in un tempo dove mediaset non lascia spazio nemmeno al primo vagito nel caso contrario.
Probabilmente c'è un dilemma di sottofondo che cattura il telespettatore, le bellone ci sono o ci fanno?
L'intelligenza si fa mostruosa, l'intelligenza ha un volto un pò sprecato... la bellezza inebria.
E' una bilancia truccata, ma a quanto pare va bene così.
Resta comunque trash... un trash adescante.

-Imparerò a dimenticare quel che ho studiato-
 




Tra i passi di danza di keishia
Alle ore 11:16 - Permalink







Immagine dell'Header -But she Knows- di Lucem (with written permission)

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