giovedì, 28 agosto 2008


 


Alla redazione di L'altra musa




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Mi chiedo il senso.
A volte resto sola a guardarmi le mani, sotto un cielo di mille aquiloni. Come mi somiglia, con i pensieri in volo dentro, legati ad una ragione che corre a piedi nudi sulla sabbia del cuore.
Passi che fanno male.
Quante volte, questa voglia, di ferire con le parole.
Schegge.
Che poi non restano.
E cancellano opinioni, pareri, idee... proprio quelle costruiscono il mondo degli ideali.

 

Perchè?

Facile colpire. Uno sparo e poi fuggire, con le prove in mano.
Ci sono occhi che leggono dentro e arrivano anche dove forse non è lecito, seguendo il filo di una matassa che scompare dalle dita.

Eppure è tutto così chiaro.

"...Mi ricordi il mare
non per i riflessi
per il sugo andato a male...
il qualunquismo dei discorsi
sotto l’ombrellone..."


Resta dentro più forte, qualcosa che è stato pronunciato e poi coperto con un velo.

Un pizzico d'umiltà non guasta mai.


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Dovevo scriverlo, in difesa di una persona a cui non sembra, ma ci tengo.
Però scopro che mi sono state sottratte le chiavi per la serratura (dorata) del sito.
Che casualità, non trovarle stamattina :)
Che pretendere... da un paese dove tutto ciò che è vero viene occultato. Siamo figli di una società malata, basta un niente... una SOLA normalissima, banale parola, nonchè un semplice e cortese parere non in sintonia... per trovarsi chiusi fuori, per questioni di comodità.
Ok, metto qui, sciuperò una pagina del mio blog, ma almeno potrò dire che il mio è uno spazio libero.
E allego qualcosa che può servire per un approfondimentoperditempo

Il paese dei balocchi e delle Wandissime


Saluti... uhm distinti? ahah

Francy

 


di keishia alle ore 10:15