venerdì, 23 ottobre 2009


 
 

Non si stanca mai,
di respirare il vento
tra due mani cave d'ottobre
sul gradiente rosa di un giorno
orizzontale agli occhi
parallelo al sottile stelo
di un sogno disfatto
in foglie e favole
a morbide lame.

Non si stanca del dolore,
del silenzio stillato sul mondo
in albe chiare sparse in fiumi
a rivoli vuoti verso i mari,
slabbrato di sete sul segno
di antiche piene sulle sponde
che piove a mani, nelle gambe
in gocce bianche di brina

Mentre la notte
attraversa rive allacciate
di pareti strette e chiodi schiavi
in quadri mutilati dal tempo
appesi obliqui agli amori rimasti
a barcheggiar nel rossorame
del sospiro stanco del tramonto

a    s c a t t i
i lampi

s a s s i   al cuore
i ritratti

striscianti di baci negli anfratti
destri a diramarsi in frotte
lucidi di lingue, incanalati in pelle  
sul muro graffitato dai ricordi.

E così sono i poeti
a tirar di collo gli anni
a mietere il verbo di ritorno
nell'essere eco e grido dentro,
di quell'emozione che come il vento

Non   Si   Stanca   Mai

 


di keishia alle ore 12:01