mercoledì, 22 agosto 2007


 

C'è un ippopotamo rosa che sembra voglia dire, sembra voglia sapere, sembra voglia piangere, ma null'altro può che stare tra le sue mani...

I giocattoli hanno un forte potere di comunicazione. Mi capita spesso passeggiando di vederli nei giardini arrovesciati e sparsi qua è là. Ed è un grido silente d'infanzia, risate acute di bambini in sordina, che hanno svoltato l'angolo della cucina per piombare nel silenzio della nanna, quando il sole brucia l'erba e rimbalza sull'asfalto. Di quei bimbi che poco prima erano lì, ad osservare le nuvole tra i loro fantastici colori, spesso sul giallo, rosso e blu. E sull'erba, immobili, restano a riflettere il sole dietro i cancelli e a ricordarmi dei vecchi tempi, i miei freddi, l'umido dei marciapiedi all'ombra, le mie risate, lombrichi e stivali sotto la pioggia. 

Le sue lunghe braccia, lei, con mani tremanti stringe l'ippopotamo.

I giocattoli assorbono il sapore dei bimbi ed il loro profumo. Ascoltano le loro lacrime e l'avversione per quel loro esser muti per dispetto, perchè i piccoli sperano di poterli fare parlare un giorno magari, così, d'improvviso.

L'ippopotamo in primo piano.

Quel naso giallo era tra le sue manine.

L'ippopotamo sorride e ha dei baffi disegnati, ma sotto c'è la sua foto.

Sì, c'è anche Madeleine a sorridere in un campo da tennis con un ciuffo negli occhi e le palline sotto al mento.Sorride a noi tutti che la stiamo guardando, lei, in un'altro tempo, davanti a quell'obiettivo.
Quando ancora non sapeva... che avrebbe sorriso al mondo.

Al mondo spietato che l'ha portata via.

...

 

 


di keishia alle ore 16:46



venerdì, 02 marzo 2007


 



STOPPARE qui SOPRA la musica E premere PLAY qui SOTTO per visulizzare il filmato




....C'è un tempo per cambiare

Amare e poi soffrire
E lentamente crescere........
da soli
(Facchinetti)




*Padri e figli coi propri sbagli*


Due parentesi di vita.
Si aprono le graffe, le quadre, le tonde.
Spiegavano.
Prima il per e il diviso, poi il più e il meno.
Spiegavano la matematica sulla lavagna ma noi giocavamo con i cancellini ad imbiancarci i pensieri di giorni spensierati.
E la matematica della vita risultava irrisolvibile. A casa i conti poi non quadravano. La cicca la dovevi sputare per davvero, lì c'era più potere su di te.
E così succede che il dopo urla ed il prima non ascolta. Lentamente poi il prima si trasforma in dopo ed urlerà al suo piccolo prima, in questo ciclo eterno del divenire.
Perchè la vita la vogliamo graffiare e non ci serve già spiegata.
Perchè la vita la vogliamo spiegare e vorremmo anche essere ascoltati.
Perchè certe scelte non vengono condivise.
Perchè anche il dopo può sbagliare nel sentirsi ancora un prima.
Perchè la vita a volte non sta in rima, volti la pagina e salta un numero. Volti la pagina e qualcuno non ha stampato. La rotativa ha dimenticato, forse si era inceppata, forse l'operaio stava scodinzolando con la segretaria alla macchina del caffè.
Così in queste parentesi c'è una tempesta di sentimenti constrastanti, pioggia di amore infinito e vento che sparge le parole. Voglia di capire che si stende in caratteri di dimensioni e stili differenti, una lettera ricalcata, ricami di una penna con lo stesso inchiostro. Perchè poi in controluce si sovrappone. Perchè poi ci si comprende col passare degli anni ma non c'è mai quella pausa di tempo in cui racchiudersi.
Il pentagramma è troppo pieno di note e la musica è bella. Le dita non si fermano mai. Perchè in fondo va suonata così.
Mi piace.
Sì.
Schiacciano bene. Forse non vinceranno la partita ma è divino osservare l'incontro delle parentesi graffe.
Espressione risolta?
Matita all'orecchio si passa alle equazioni.


*Ma l'impresa più speciale e di vivere normale*




....Lo sai che io non so aspettare
Ho troppi sogni da realizzare.....
(djFrancesco)






A proposito... splendida la PARANZA  , Cristicchi e i Pquadro


 


di keishia alle ore 12:17



martedì, 10 ottobre 2006


 
Oggi mi sono svegliata male, è non è una novità in questi giorni.
Leggo    

"Giro di vite sul canone RAI
Il governo ha annunciato un giro di vite sulle migliaia di cittadini iscritti al “club” NO-canone Rai, vale a dire i telespettatori italiani che non pagano il canone Rai (99,60 euro).
Il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, ex presidente della Commissione di vigilanza RAI, ha deciso di utilizzare le Fiamme Gialle per intraprendere una vera e propria crociata contro gli evasori: via Mazzini ha già segnalato lista di 10 mila nominativi. La Guardia di Finanza inizierà ad intensificare i cosiddetti controlli incrociati, dunque, i primi soggetti ad essere interessati sono coloro quali negli ultimi anni hanno attivato: un abbonamento in videoteca, si sono abbonati ad una tv a pagamento e chi ha chiesto al fotografo di riprendere le immagini del suo matrimonio. Da una prima analisi, però, sembra che il recupero del canone dei 10 mila evasori, comprensivi di sanzioni (vanno da 103,29 a 516,45 euro), non basterebbe a coprire gli stessi costi dell’operazione....
blablabla
"

 


di keishia alle ore 16:21



venerdì, 06 ottobre 2006


 
Questo è Massimo Gramellini
un grande:

"Quando avevo l'età dei ragazzini che guardano «La pupa e il secchione», la tv era un mondo adulto, dove si sbagliava da professionisti e alle domande rispondevano i secchioni, mica le pupe. Erano domande impervie: in quale giorno mese anno Dante iniziò a scrivere il terzo canto dell'Inferno? Il secchione cominciava a fare di sì con la testa, appoggiava le mani sulle cuffie a forma d'agnolotto e diceva al Mike Buongiorno di turno: me le ripete una alla volta? Quindi distillava le risposte esatte, facendoti sentire un verme. Si trattava di nozioni aride, contro cui si erano battuti i fratelli maggiori nel Sessantotto. Ma intanto il secchione le conosceva, tutte, mentre tu a stento eri in grado di distinguere una poesia di Dante da una di Petrarca: dando insicurezza al tuo sapere, il quiz ti spronava ad accrescerlo.

La tv del duemila è un mondo infantile, programmato per massaggiare l'autostima di bambini dai cinque ai novant'anni. I conduttori scandiscono le sillabe come se parlassero a una platea di poppanti e poiché la nuova regola è che ogni concorrente faccia solo quello che non sa, i secchioni sollevano pesi e le pupe rispondono ai quiz. Pensano che Dante sia un capo indiano, al massimo un olio d'oliva, e il ragazzino davanti al televisore freme di pietà e orgoglio: Dante è un poeta o qualcosa di simile. Comunque non un capo indiano, questo si sente rigorosamente di escluderlo. Osservando i finto-veri balbettii delle miss Ignoranza, il fanciullo viene colto da vertigini di beatitudine: ne so più io della tv, quindi che bisogno ho di saperne di più? Così comincia a saperne sempre di meno, fino a quando è pronto per il grande passo: attraversare il video e diventare un pupo anche lui."

(www.lastampa.it/cmstp/rubriche/rubricahome.asp)

Probabilmente è un reality che fa la differenza.
Probabilmente c'è del sublime nell'ignoranza di una pupa tanto da poter creare uno share in grado di reggere la messa in onda di un programma, in un tempo dove mediaset non lascia spazio nemmeno al primo vagito nel caso contrario.
Probabilmente c'è un dilemma di sottofondo che cattura il telespettatore, le bellone ci sono o ci fanno?
L'intelligenza si fa mostruosa, l'intelligenza ha un volto un pò sprecato... la bellezza inebria.
E' una bilancia truccata, ma a quanto pare va bene così.
Resta comunque trash... un trash adescante.

-Imparerò a dimenticare quel che ho studiato-
 
 


di keishia alle ore 11:16



lunedì, 11 settembre 2006


 
 


di keishia alle ore 14:10



mercoledì, 12 luglio 2006


 

                                            
''...ma la vera frase che avrebbe irritato Zidane sarebbe 'sporco arabo'. A rivelarlo è stato questa mattina il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga.
Abbiamo vinto il Campionato del mondo grazie all'insulto razzista ''sporco arabo'' lanciato da un cosiddetto eroe del Campionato mondiale all'indirizzo di un giocatore di razza araba che ha reagito certo in modo sportivamente censurabile ma da uomo d'onore''
-adnkronos-


oh oh

Dunque questo nobile signore avrà sicuramente ricevuto Materazzi nella sua sala da the, e come due ragazzini si saranno strappati confidenze pericolose. Solo che poi il buon vecchio presidente ha ben deciso di tradire quel poveraccio di un Materazzi che ha creduto nell'amicizia fedele e nelle sue moine lusinganti...
Ma io ho il forte sospetto che i biscotti siano stati avvelenati e, sotto l'effetto di sostanze alteranti, ne sia uscita una verità parallela...



Senza questa sorta di ricevimento Cossiga parlerebbe per sentito dire? Dalla sua posizione?


Ma andiamo.
Materazzi avrà sicuramente provocato, quali poi siano di preciso le parole è cosa che la stessa fifa non sa provare.
Evidentemente c'è da ammirare chi ha l'orecchio fino e gli ci voglia così poco... celando in cuor suo invece un maldestro tenatativo di stendere per la rete qualche riga dal forte e momentaneo potere magnetico.
Ma c'è qualcosa che non può sfuggire agli occhi e che è tutto fuorchè una mossa d'onore.
Gesto di "mano", gesto di villano.

Zinedinolino ha cannato, poteva sì cavarsela con un'intonazione oltremodo dignitosa. Uscendosene così a TESTA alta ()


ma sì
...son ragaaaaaazzi...

 


di keishia alle ore 00:04



lunedì, 10 luglio 2006


 



dov'è?
per anni l'abbiamo solo cantata nonchè cercata e sfiorata...
ora eccola
...la vittoria che porta la chioma...

...ci sono attimi di emozione che ti sanno scaldare per sempre... anche in mezzo ai guai



-si vede che non son proprio di ottimo umore eh?-
 


di keishia alle ore 15:45



domenica, 09 luglio 2006


 
questa l'ho trovata nel sito della mia università






 


di keishia alle ore 12:50