mercoledì, 23 dicembre 2009


 

Che dici èla stessa neve che ricordi?
 


di Korus alle ore 08:23



domenica, 26 luglio 2009


 
Nel mio mondo onirico
sfuggo dalla miseria
di una vita grama priva
d' affetti e soddisfazioni.

Sogno di Eros, focoso e raffinato.
Succhio al seno della notte
nutrendomi di parole inudite
che nessuno mai mi espresse.

Afferro le stelle specchiandomi
nella luna. Nuoto sulla linea
dell'orizzonte con i delfini
cavalcando la grande onda.

Perché osi condannarmi
etichettandomi bugiardo?
Sono veri i miei sogni
come vera è la realtà
della natura che sol con me
s'è svelata matrigna.

*****

Posson le parole di colui che
vive e si nutre solo di fantasie
essere considerate vere?.

Chi non ha mai conosciuto l'amore,
che non sa quanta fatica occorre
per tenerlo in equilibrio stabile
Come può ritenersi sincero?

Come può dirsi sincero
chi non conosce cosa sia il dolore
la carne dilaniata, lacerato il cuore?
Ribadisco: tu sei un mentitore!

Menti a te stesso! Non puoi parlare
di ciò che non conosci. Tu sfuggi
i problemi del viver quotidiano.
Menti alla vita non afferrando
a piene mani ciò che lei ti offre
rinchiudendo la realtà  dentro il sogno.

*****

Mentirei solo se parlassi prestando
ascolto alla ragione e non al cuore.
Ma se è il cuore a generare i miei sogni
perché insisti a ritenermi un mentitore?
                                                  
 


di Korus alle ore 11:28



martedì, 21 luglio 2009


 

 Rimani lì imbambolato
con la bocca ad "O".
L'annuncio è stato serio
 lo ammetto, e se vuoi lo ripeto
qui al cospetto della gente:

Odio il solito tran-tran
la solita solfa, la solita litania
di gente senza inventiva.

Odio la monotonia,
il filar liscio come l'olio
il marchio di fabbrica,
e l' ovvietà.

Rido come un monello
piango come un adulto
mentre la giostra gira
mi avvinghio a una liana
del libro della giungla.

Io chiamo pane il pane
così non sorge equivoco
e chi legge comprende
quello che dico.

Nessuna Torre di Babele
nel mio vocabolario
fatto di frasi semplici
e di scarne parole.
Nessun lambiccare
di cervelli in fermento.

Metto la lampada sul
moggio e illumino la strada
del viandante il cui cuore
semplice comprende
che il vero significato
è dietro le parole, celato.

Per una volta ancora
esco dal coro e ribadisco:
Odio il dire pedantesco,
preferisco scriver versi
di parabole con la morale.

Grazie per l'onore che mi concedi
 


di Korus alle ore 11:33