
Che dici èla stessa neve che ricordi?
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domenica, 26 luglio 2009 |
Nel mio mondo onirico
sfuggo dalla miseria di una vita grama priva d' affetti e soddisfazioni. Sogno di Eros, focoso e raffinato. Succhio al seno della notte nutrendomi di parole inudite che nessuno mai mi espresse. Afferro le stelle specchiandomi nella luna. Nuoto sulla linea dell'orizzonte con i delfini cavalcando la grande onda. Perché osi condannarmi etichettandomi bugiardo? Sono veri i miei sogni come vera è la realtà della natura che sol con me s'è svelata matrigna. ***** Posson le parole di colui che vive e si nutre solo di fantasie essere considerate vere?. Chi non ha mai conosciuto l'amore, che non sa quanta fatica occorre per tenerlo in equilibrio stabile Come può ritenersi sincero? Come può dirsi sincero chi non conosce cosa sia il dolore la carne dilaniata, lacerato il cuore? Ribadisco: tu sei un mentitore! Menti a te stesso! Non puoi parlare di ciò che non conosci. Tu sfuggi i problemi del viver quotidiano. Menti alla vita non afferrando a piene mani ciò che lei ti offre rinchiudendo la realtà dentro il sogno. ***** Mentirei solo se parlassi prestando ascolto alla ragione e non al cuore. Ma se è il cuore a generare i miei sogni perché insisti a ritenermi un mentitore? |
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martedì, 21 luglio 2009 |
Rimani lì imbambolato con la bocca ad "O". L'annuncio è stato serio lo ammetto, e se vuoi lo ripeto qui al cospetto della gente: Odio il solito tran-tran la solita solfa, la solita litania di gente senza inventiva. Odio la monotonia, il filar liscio come l'olio il marchio di fabbrica, e l' ovvietà. Rido come un monello piango come un adulto mentre la giostra gira mi avvinghio a una liana del libro della giungla. Io chiamo pane il pane così non sorge equivoco e chi legge comprende quello che dico. Nessuna Torre di Babele nel mio vocabolario fatto di frasi semplici e di scarne parole. Nessun lambiccare di cervelli in fermento. Metto la lampada sul moggio e illumino la strada del viandante il cui cuore semplice comprende che il vero significato è dietro le parole, celato. Per una volta ancora esco dal coro e ribadisco: Odio il dire pedantesco, preferisco scriver versi di parabole con la morale. Grazie per l'onore che mi concedi ![]() |
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