domenica, 22 novembre 2009


 

E di mani s'intarsiava
il lento destino a divenire
fiaba corrugata a mezzo sole
nell'astro fermo sul giro delle ore

perchè non respirava,
la bellezza d'essere uno
nei tanti che si era
a mani a fiumi e fiumi a mani

a specchi divisi in sguardi, assenti
e sì presenti, nell'intreccio parlato
dal sussurro sfiorato appena
chiuso nel palmo, imbroccato di silenzi.

E di pelle s'inarcavano
brividi spezzati sui pavimenti
e sospiri tra le dita, a labbra recise
sul muto sentire di lingue in danza.  

Non bastava il tempo
del giorno che geometrico spegneva
gli urlati sensi imperfetti
nell'alcova buia dei risvegli

-di un amore che mai è notte
all'imbrunire dei miei sogni-

 


di keishia alle ore 11:07



mercoledì, 09 settembre 2009


 

"vado per la tua strada come per un fiume,
vado per il tuo corpo come per un bosco,
come per un sentiero nel monte
che in brusco abisso finisce..."

Octavio Paz
                                  *settimana a tema ParolArte

Vado per il tuo corpo
tra il sangue e lo strazio
di cercare tra le vene
e il fiato scordato

qualcosa che suona
la forma del mio nome

Vado per il tuo corpo
e sfioro labbra spente
in silenzio di parole
che nei giorni ho spostato
come scatole di latta

rotolanti per la via.

Vado e non mi accorgo
che il respiro mi è caro
e la vita s'insinua
tra le linee del palmo
soffiato da un tempo

in tregua continua.

Vado e l'ore
raccolgono di me
un cammino oltre sera
oltre mare entro barriera

dove non è notte
e neppure alba

ma un orizzonte che nasce
in nebbie a profilo di te

 


di keishia alle ore 17:59



mercoledì, 04 febbraio 2009


 

Mi hai fatto senza fine
questa è la tua volontà.
Questo fragile vaso
continuamente tu vuoti
continuamente lo riempi
di vita sempre nuova....
(Tagore)

 


Mi hai dato passi
vuoti sulla strada
sulle terre inesistenti
di un autunno che pioveva

foglie stanche

per portarmi a vivere
nel litorale che cercavi
sotto l'onda di sabbia
senza chiavi per l'immenso

mio perduto mare

Segni cinesi
sulla pelle
si tatuano soli

a tratti di silenzio
lenti sulle scapole
raccolte in amnesie
di battiti sincronici

Mi hai perso le note

ed io slaccio le ali
nei voli di polvere
incernierati al respiro
di un tramonto dentro al sole

*

 

 


di keishia alle ore 16:13



giovedì, 22 gennaio 2009


 
*versi colorati di Pablo Neruda


Non t'amo come se fossi rosa di sale
in questa cordigliera di venti
a quattro punti distanti
dallo zero cardinale

tremo in braccia di silenzio

nell'arco grezzo di uno spazio
che requie di febbre siderale
s'addiziona al canto vuoto

~di un fiore che appassisce~

con l'argomento diagonale
di un continuo che finisce

No,
neppure t'amo
come se fossi dardo di sole
nel giorno che spigola
resti di un muro che cede

all'afflato dell'inverno

T'amo come si amano
certe cose scure

nell'antro vivo del dolore
sulla rocca dell'abisso
che battezza il mio nome

e in maree a spine di rose
scucio le quarte a dritta
dall'orizzonte che sdimensiona,

segretamente, entro l'ombra e l'anima,
i passi in volo fino al cuore



 


di keishia alle ore 09:39