venerdì, 14 agosto 2009


 


C'è un disco che suona e io non lo sento.
Io sono...
altrove, in ogni dove, forse qui, forse... dove?
Non so...

Suona il disco, suona, sì, ma così lontano. Da me.
I toni alti della Mannoia, l'audio scende e il mio pensiero urla. Ed urla così forte...
Stiro e cerco tra le pieghe un senso, il verso giusto, di questa vita appesa al contrario.
Come una maglietta legata a un filo, all'angolo, con quella sola molletta.
Rotta.
E c'è un cielo di pioggia, sopra.
Ci sono cose che non puoi evitare, pensieri che ti tirano i capelli e rovistano nell'anima quel tuo cercare una ragione. Mettono confusione. Vogliono parole. Proprio quelle che non hai.
E poi... i profumi che cambiano, un pò come fa il tempo, con le stagioni, fanno di me un arcobaleno a fasce umorali.
M'incupisco e mi rassereno.
Perchè tutto andrà bene, comunque sia. E' sicuro che sia così.
Ci vuole solo tempo. O forse anche un pò sapere come aspettarlo.
E allora... meglio pensare che sia primavera, chiudere gli occhi e raccogliere un fiore, quello dai mille colori.
Perchè poi si sorride, e così... è sempre meglio stracciare via le pagine dell'inchiostro scuro, per trovare il capitolo delle lune del tempo stellato.

Già, vero, quel che dice...

"senti che fuori piove... senti che bel rumore..."




Tra i passi di danza di keishia
Alle ore 20:08 - Permalink





mercoledì, 08 aprile 2009


Nei giardini che nessuno sa
si respira l'inutilità...

E' tremata la terra e dentro me, il cuore. Mi vergogno quasi di respirare, di sorridere, di felicitare per le piccole cose. Cose che qualcuno, come me, ora ha perso. Cosa rimane alla fine? Quando il mondo fa a calci con noi? Siamo pulci sulla pancia di chi non ci vuole, solletichiamo con i passi, passi di vite ognuno con i suoi guai, sacrifici, speranze, gioie, dolori... e poi?

E poi silenzi...

E' difficile. E' un momento nel quale anche ogni poesia mi infastidisce. Ogni singola parola che non può, che non si muove, che resta qui e nulla cambia... è come se, per un attimo, mi sembrasse che sia usata ogni situazione per far ballare un testo, ora, in questo momento di tragedia, perdita e orrore. Così come questo cielo terso indifferente.
Troppe immagini negli occhi... mi sono immaginata lì, ho sentito la paura graffiarmi le braccia, le urla di chi amo rompermi le orecchie.
Disastroso.
Resto in silenzio, vorrei partire, vorrei... ma cosa potrei.
Sento il dolore strisciare sulle mie guance, ma MAI sarà quello di chi resta in bilico su quella terra che trema e continua a tremare.


Sorreggili, aiutali,
ti prego non lasciarli cadere...




Tra i passi di danza di keishia
Alle ore 09:55 - Permalink










Immagine dell'Header -But she Knows- di Lucem (with written permission)

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