mercoledì, 08 aprile 2009


Nei giardini che nessuno sa
si respira l'inutilità...

E' tremata la terra e dentro me, il cuore. Mi vergogno quasi di respirare, di sorridere, di felicitare per le piccole cose. Cose che qualcuno, come me, ora ha perso. Cosa rimane alla fine? Quando il mondo fa a calci con noi? Siamo pulci sulla pancia di chi non ci vuole, solletichiamo con i passi, passi di vite ognuno con i suoi guai, sacrifici, speranze, gioie, dolori... e poi?

E poi silenzi...

E' difficile. E' un momento nel quale anche ogni poesia mi infastidisce. Ogni singola parola che non può, che non si muove, che resta qui e nulla cambia... è come se, per un attimo, mi sembrasse che sia usata ogni situazione per far ballare un testo, ora, in questo momento di tragedia, perdita e orrore. Così come questo cielo terso indifferente.
Troppe immagini negli occhi... mi sono immaginata lì, ho sentito la paura graffiarmi le braccia, le urla di chi amo rompermi le orecchie.
Disastroso.
Resto in silenzio, vorrei partire, vorrei... ma cosa potrei.
Sento il dolore strisciare sulle mie guance, ma MAI sarà quello di chi resta in bilico su quella terra che trema e continua a tremare.


Sorreggili, aiutali,
ti prego non lasciarli cadere...




Tra i passi di danza di keishia
Alle ore 09:55 - Permalink










Immagine dell'Header -But she Knows- di Lucem (with written permission)

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