mercoledì, 18 febbraio 2009


 


Il terzo vagone
al terzo stadio
del binario tre

Il rango di un arrivo
di chi marcia e bussa
per instradare il tempo
sulla chiusa dei passi

a fondo buio galleria
e nell'inghiottitoio
pastoia a filo in rovina
nell'abisso di cartilagini

calici d'ossa ridenti
la ragione in vermiglio

e senza mani la maniglia
mai afferrata e partita
verso un'alba di camelie
che si frantuma a notte

nel braccio teso a corda

incarnato nella roccia,
cava di marna infernale,
a gocciare gl'affanni
sino all'ultima traversa

nella città perduta
dentro note d'armonica
giallo marte nelle sere
a fiato corto sull'erba

e vibra chino, il ricordo
nell'epilogo dei respiri
dall'antro della memoria


-via il velo dalla storia-


 


di keishia alle ore 12:10



mercoledì, 14 gennaio 2009


 

E poi all'improvviso
un fumo scuro
e un odore   umano
disperso nell'aria

vuoto dentro il cielo
il grido spento
delle anime dissolte
fu preda del VeNtO

fino al sentiero
stretto e silenzioso
dritto al recinto
di polvere d'O
ssa

-Prima del nero-

schermato in un sorriso
sdentato ed innocente,
tra due gote sporche
sopra il pigiama a righe

Tu
Porta l'anima
sulle tracce
di quelle ore

tra i binari storti
nel solco di una cariola
e sull'ombra macabra
dello
stemma incrociato

Scottava la terra
lì, dove nemmeno l'inferno
appariva diverso

Prova a scavare piano
dentro quella verità
avulsa dalle bocche
liofilizzate di sproloqui

Prova a passare lenti
gli occhi sulla storia
e infilali nelle punte
di quel
filo spinato



immagine del film "il bambino con il pigiama a righe"

 


di keishia alle ore 16:44



venerdì, 06 giugno 2008


 


Stretta sotto un velo
vibra e poi soffoca
un "misero" pensiero

Nascere donna
e vivere il tempo
solo con gli occhi.

Un tramonto di cera
sul nido dei silenzi
tra i respiri ferrosi

nella ruggine di un giorno.

E poi la nuova prigione
domani spiomberà in fretta
anche le mura materne,

quelle che dei sogni
reggono il sottile cielo,

quelle che ad ogni alba
perseverano nell'ombra:

-Le Sue Speranze-
Dietro una grata
sfatta di stoffa.

Ha lividi del male
dove il castigo
di una religione

ha battuto sulla carne.

Ha paura di vedere

cosa sarebbe
se un colpo di vento
sollevasse quel velo.

Nooria
chiude gli occhi

e spegne al "volto"
anche l'ultima luce.

 






 


di keishia alle ore 09:36



mercoledì, 21 maggio 2008


 

Raccontava dell'amore
ma a lui
piacevano le donne

catramava il cielo
e dipingeva d'azzurro
l'asfalto di vetro

Raccoglieva un fiore
e stringeva tra le mani
l'esile stelo

-appassito-

Cercava delicatezza
per sentire un profumo
nelle sue dita

-di fango-

Tu ingoia questo veleno
e gridalo dagli occhi
tracciando l'urlo

-nessuno è in ascolto-
n e s s u n o    parla
mentre lui  si tocca.

Il silenzio è una storia
di schiavi del potere
e lussuria ch'incalza

a sussurrare dalla gola

"bambina hai la gonna
e sei curiosa di sapere
-è solo tua la colpa-"

Raccontava favole
ma a lui
piacevano i bambini




 


di keishia alle ore 00:09



sabato, 19 aprile 2008


 

 

Un metro per cintura
il grillo parlante
di una coscienza tarlata

bruchi nel cervello
i canoni estetici
che misurano corpi

~ come muri di cantiere ~

la mela perde la polpa
e tra i denti
un torsolo insapore.

Pensa se nulla
da quel ramo
avesse richiamato Eva

rotondità di forme
dal morbido succo
che disfano il paradiso

Dove saremmo
e chi saremmo... ora

ed è

favola amara
se poi muore biancaneve
masticando

la società

 

 


di keishia alle ore 12:59



venerdì, 11 aprile 2008


 



S'era detto
del peccato originale
per un frutto di troppo,

poi disposero gli uomini
dietro le trincee
in gradi di valore

~ a darsi fuoco ~

e sotterrare
bombe di peccato
in avanzi di rancore.

A passi innocenti
e felicità ammanigliate 
piccoli angeli esplodono

~ traditi da un gioco ~

S'era detto
"chiunque prega il divino
avrà il suo paradiso"

poi distrussero l'idolatria
sulla via della seta

e dei Buddha di Bamiyan
rimase l'eco delle preghiere,
nelle grotte e nei monasteri

~ foga senza scopo ~

S'era detto
che la maledizione di un Dio
non si curasse dell'uomo

eppure a volte
le mine non sanno imprimere
nel cielo inchiostri di morte

quando ancora un bambino,
bagnato di macerie,
coglie l'infingarda mela verde...





 


di keishia alle ore 14:27